Il giardino delle api – Gli occhi dell’Arno (3.30)

TESTO: GLI OCCHI DELL’ARNO

L’Arno di barche ubriache di sole
ti sorrideva tagliando a metà
la tua bellezza rubata da un film
quarant’anni fa…
L’Arno con l’abito al tuo matrimonio
e un anno dopo quel sessantatre
io mi affacciavo alla vita in orario
e la casa in Santo spirito
com’era piccola
ma sull’Arno in braccio a te
comandavo la città
dove sarà  quell’albero
che giocava in giardino con noi
La verità  di un attimo
ogni giorno più viva che mai
dove sarai anche tu
perché non mi ricordo più
quanto mi amavi…
Ma l’Arno a due anni gridando il suo nome
prese la strada della libertà
e sotto la pioggia di un cielo di rame
abbracciò Firenze immobile
le nostre favole
le paure dentro me
quella tua felicità
dove sarà  quel tavolo
che parlava in cucina con noi
che non mi ha visto crescere
perché l’Arno ha rapito anche lui
diglielo almeno tu
a questa isterica tribù
che siamo vivi
Mentre l’Arno se ne va
dove sarà  quell’angelo
che ha salvato qualcosa di noi
e mi ha lasciato un compito
ricordare quei piccoli eroi
che hanno una lacrima in più
la stessa che lasciasti tu
sui loro nomi
Guardo Firenze dagli occhi dell’Arno.

Il giardino delle api - Gli occhi dell'Arno
Il giardino delle api – Gli occhi dell’Arno